Venerdì scorso una mia amica – romana, anagraficamente matura, multi-proprietaria di casa, lettrice de Il Fatto – mi chiede se vado a protestare, cioé sì con gli indignati. Le dico: ma che, sei scema? La mia è un’indignazione antica che ho sin qui avuto la tendenza a sfogare altrimenti – col voto-non-voto, bloggettando, andando in piazza Navona coi Radicali per l’amnistia

Ma no
– mi fa lei: qui bisogna mena’. Fare casino, distruggere tutto. Questi – continua – vanno eliminati con la violenza che se no, e chi se li leva più dai coglioni.
Opino: hai un progetto alternativo? Conosci qualcuno che ce l’abbia? Immagini lo scenario post-devastazione?
Ma no – mi fa ovviamente lei: è solo che ora bisogna mena’.

Racconto parziale – lo so. Ma evocativo. Poi sabato è andata come è andata ed ho temuto che nel casino ci fosse lei, la mia amica aspirante black-bloc. Beh, non c’era: andata al mare, al Circeo, col fidanzato.

 Nota: il mio Mac è in terapia intensiva. Hard Disk sputtanato. Sono sfornita di supporto scrivente alternativo. Sto male, per questo. Voi però non m’abbandonate. Seguitemi su Twitter, ad esempio. Il mio nick lo conoscete, no? @kuliscioff

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