imagesMa quelli che Obama avrebbe dovuto fare questo e quello, intervenire qua ed intervenire là, smetterla di lavarsi le mani in attesa che siano i popoli a darsi una regolata da sé – in Siria, Libia, Iraq, Medio Oriente, Afganistan, magari anche Turchia, Arabia Saudita, Ucraina… – e intervenire a fermare le varie brutture del mondo, chiedo cosa esattamente Obama dovrebbe fare? Fare da solo una guerra globale sui fronti disseminati appunto sul globo intero? Mandare truppe US in ciascuno dei tanti, tra loro diversissimi, affatto omogenei fronti glocali? E a fare che, esattamente?

Le guerre devono avere un obiettivo, se no finisce come tra Israeliani e Hamas che si ammazza un po’ di gente, si indebolisce il nemico, si finge un mezzo regime change – come l’imposizione a Gaza del controllo dei valichi all’AP di Abu Mazen, come se appunto la AP di Abu Mazen fosse la soluzione e non piuttosto, corrotta e screditata e ambigua e impopolare quale è, una parte significativa del problema – ma alla fine non si cambia nulla. E questo anche ammettendo che, una volta intervenuti militarmente, si vinca davvero i cuori e le menti – visto che nelle guerre asimmetriche a te che sei uno stato normale, e che combatti con gli strumenti normali degli stati, cioé gli eserciti, ti tocca fronteggiare un nemico armato ma non militare, che non indossa una divisa, che sta tra la popolazione, sostanzialmente non distinguibile dai civili, non ha una governance e quando ce l’ha è dispersa, e combatte per lo più una guerra mediatica, dei cuori e delle menti, appunto.

Se Obama per dire si fosse immischiato in Siria, a suo tempo, contro Assad, avrebbe in realtà dovuto combattere anche contro ISIS, due fronti in uno. Complicato, no? Anche Obama, come i pavidi europei, deve fare i conti con l’opinione pubblica interna, d’altronde. Oltretutto il non-interventismo americano, non corrisponde affatto ad un dis-engagement americano, a meno di considerare engagement solo l’attività militare. La dottrina Obama è: se non sono i popoli a volere un’altra vita, possiamo imporgliela noi manu militari? Ditemi voi se non è una dottrina sensata. Non è una questione di formalismo democratico, ma di effettività democratica. Se i siciliani per dire continuano a votare chi assume forestali, così condannandosi all’auto-dissoluzione, che si fa, li si arresta per impedire loro di continuare a farsi del male?

In Ucraina è Obama che si è dato da fare, mentre l’Europa si contorceva sulla dilaniante decisione su come sanzionare Putin senza ripercussioni nocive per sé. Un engagement a costo zero, vogliono gli europei. Gli europei sono quelli che alzano il sopracciglio per Israele che, per difendersi, è costretto ad attaccare chi lo attacca – pretendendo anche qui che la pace si faccia così, porgendo l’altra guancia, facendosi arrivare i missili addosso senza batter ciglio, tanto c’è Iron Dome. E pretendiamo, noi europei, che invece Obama si assuma responsabilità e costi di un intervento militare radicale, omni-compensivo (se si interviene in Siria ed in Iraq, perché non anche in Libia e magari pure in Libano, just in case), così che noi europei si possa continuare, comodamente da casa nostra, a commentare la guerra che vediamo da lontano e che lasciamo agli altri combattere?

Salviamo il mondo, ok. Cioé armiamoci contro chi vuole distruggerlo, okkeissimo, Ma almeno cerchiamo di capire come salvarlo, come intervenire, dove quando contro chi ed afavore di chi. Francamente a me questo non pare ancora del tutto chiaro.

@kuliscioff

 

 

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