imagesRicordate il Renzi de “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro ed affondata sulle rendite“? Ecco, dimenticatelo. Perché adesso Matteo Renzi è quello che se l’Unità – giornale di partito che non legge nessuno, che ha ricevuto in questi decenni di bilanci fallimentari milionate di denaro pubblico senza neanche cambiare non dico linea editoriale ma chessò, modello di business – ecco di quel giornale, l’Unità, adesso Matteo Renzi dice che se fosse stato di proprietà del Pd, allora l’Unità sarebbe stata salvata.

E con quali soldi, il Pd l’avrebbe salvata? E con quale obiettivo, il Pd avrebbe tenuto in vita un giornale che viene dal passato ma è incapace di avere un presente? La storia de l’Unità non viene cancellata dalla chiusura. Il grande, innovativo giornale che fu di Gramsci e poi se vogliamo di Berlinguer continuerà a vivere dove é ormai giusto che viva, negli archivi storici.

C’è l’egemonia culturale che, del disegno gramsciano, possiamo capire risultare attrattiva per la contemporanea leadership della sinistra italiana. Il Partito Unico Renziano, tuttavia, egemonico quanto vi pare ma di ‘culturale’ ha pochino. Hashtag a parte, si intende.

Quindi vabbé, un tempo Matteo, quello della Leopolda, avrebbe detto che un’impresa fallita si chiude. E l’Unità è un’impresa fallita non solo economicamente: è un fallimento ormai storico e culturale. Come la fabbrica di TV catodiche nell’era delle TV piatte. Un tempo, Matteo, quello della Leopolda, avrebbe detto che i lavoratori che perdono il lavoro – in questo caso i giornalisti che avranno dall’inpgi una lauta disoccupazione che chi invece non ha, come loro, mai avuto un lavoro fisso – i cocopro, le Partite Iva, i piccoli imprenditori –  non avrà mai – ecco loro saranno aiutati ed accompagnati a trovarsi un altro lavoro nell’editoria o a cambiare mestiere, come fanno tutti gli altri.

La chiusura dell’Unità non è un danno per nessuno. Drammatico semmai è che il Segretario del Partito eletto Segretario proprio per quale gran bel reiterato discorso di verità – la rottamazione, le rendite… – adesso invece si metta a fare l’ipocrita cantore delle virtù di quel giornale che, quanto lui era l’underdog, gli aveva dato del fascistoide. Per dire, quanto era lungimirante, quant’era sul pezzo, il giornali che oggi, il Matteo Renzi Presidente del Consiglio, ma anche segretario del Pd, potendo vorrebbe salvare con i soldi del contribuente.

@kuliscioff

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