Non ho mai votato Pd. Non ho manco mai votato Unione, Ulivo, Prodi for President o quello che era. Ho votato solo Radicali, almeno una volta negli ultimi dieci anni. Domenica scorsa invece ho votato alle primarie del centrosinistra ed ho votato Matteo Renzi. E lo rifarò domenica prossima, di andare a votare. E ri-voterò Matteo Renzi.

A me Renzi piace per le stesse ragioni per cui a quelli che non lo votano non piace. Mi costringe a mettermi in gioco. Ché quello che ha fatto – ripeto: che ha fatto non che ha detto – sfidare i forti-dalle-idee-deboli è una di quelle robe da eroe positivo che solo nei fumetti. Toh, nelle fiabe. Ma che nell’agglomerato trans-corporativo italiano, proprio mai.

Dico solo che tutto quello che ci siamo detti in questi mesi – su Matteo Renzi, la rottamazione, l’alternativa a quella roba lì: la politica parruccona, ipocrita, alter-realista, parassitaria, inconcludente, sfacciatamente inconcludente, inconcludente fino all’impudicia – tutto quello che abbiamo condiviso tutti, in questi mesi, al bar, in taxi, alle cene tra amici, agli aperitivi con gli amici degli amici e poi anche dal vivo, tipo a teatro. E poi ancora alla Leopolda, al comitato elettorale, al gazebo delle primarie. Ecco, tutto questo lo dobbiamo a quell’antipatico, iperattivo, egemonico ma – azzo – leader – che ha fatto la cosa più incredibile che si potesse osare nel nostro paese: sfidare non l’apparato, ma la fitta, pervasiva, estesa trama di interessi particolari, corporativi, castali che dall’apparato ricava, appunto, nutrimento.

Questo per me vale un sacco di più – ma proprio tanto – di per dire la finta rivoluzione grillina. E non faccio distinguo tra il capo-buffone e i suoi discepoli: giusto oggi ho conosciuto un tipo iscritto al Movimento 5 Stelle, uno convinto, militante. Un tipo veramente tranquillo che proprio non lo diresti mai. Ah, lavora per una multinazionale. Una di quelle cattive. Una di quelle che Grillo e i suoi sono gajardamente convinti di dover debellare. La rivoluzione con quelli che vizi privati, pubbliche virtù? Uhmm.

L’ho fatta lunga. Ma è la prima volta che provo passione per un’esperienza politica contemporanea (e geograficamente compatibile). La prima volta che ci metto la faccia su una cosa politica – senza a tutti i costi dover rimarcare che io comunque sono un’altra cosa. Ecco, è la prima volta di tutto questo e trovo che sia veramente bello.

Comunque fate voi. In fondo, la scelta è più o meno così:

Auto-poiesi burocratica. #oppureRenzi

Il solito ipocrita #benecomunismo#oppureRenzi

Porcellum ad vitam. #oppureRenzi

Aziende decotte tenute in piedi dalla cassa integrazione. #oppureRenzi

@Pierferdinando al governo. #oppureRenzi

In pratica:

Quelli de la Ditta. #oppureRenzi

Twitter @kuliscioff

p.s

Se ti è piaciuto questo post, fammi un favore: domenica prossima vai a votare alle primarie del centrosinistra. E #votaMatteo.

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