hqdefaultCi siamo talmente abituati ad associare “giovane donna scelta da Renzi per carica istituzionale” con “inutile replicante delle cose che dice Renzi” – le stesse cose, precise – da far escludere apriori l’ipotesi che, nella pink list renziana, ci possano essere davvero persone in gamba.

Lia Quartapelle non è una figurina, ha una sua vita politica – che precede Renzi; ha una sua attitudine al pensiero, lo studio, la cultura delle relazioni internazionali – che sovrasta quella di Renzi. Non sa dire solo banalità, o replicare quelle del capo. Quando scrive – ha contribuito anche lei al blog Leopolda, che ho curato per Europa – e quando parla, Quartapelle ha la incredibile caratteristica di esprimere un pensiero articolato, non-omologato. Tanta roba, di questi tempi.

Il solo fatto di essere stata proposta da Renzi, tuttavia, fa pensare a Quartapelle come alla solita quota rosa renzina – graziosa, inoffensiva, esecutiva ai limiti dell’ancillarità. E questa è colpa di Renzi che in effetti ha sinora declinato il concetto di “eguaglianza delle opportunità” con un gineceo di figurine pur con molte qualità, ma non quelle che mettono fiducia – dato il ruolo coperto. Non più almeno di quanto ci entusiasmassero le opere e i pensieri di Gelmini, Carfagna, Santanché.

Intelligenza e carisma e autorevolezza e creatività sono peculiarità cieche: ce l’hanno i giovani e i vecchi, non tutti i giovani o tutti i vecchi. Ma certo, tra i giovani visti all’opera fino ad ora nella squadra di Renzi, di queste peculiarità c’è evidente carenza. Se questi sono i giovani, e queste le donne, si spiega perché il Presidente Napolitano diffidi della rosa selezionata da Renzi per il posto vacante alla Farnesina, dopo il passaggio di Mogherini a Bruxelless.

A Napolitano piacerebbe qualcuno con una statura oggettiva, con una sua storia. La Bonino gli andrebbe benissimo, ma la Bonino non funzionerebbe mai con Renzi: si stanno sulle palle a vicenda, ed hanno visioni antipodiche, sui metodi e i meriti della politica internazionale. Sbaglia secondo me Napolitano anche nel considerare la mancanza di esperienza come un ostacolo. Non lo è: L’ostacolo principale al buon agire politico sono i limiti cognitivi. Un cretino esperto è molto, molto più nocivo e meno autorevole di un inesperto di talento.

La expertise di Bonino sui temi internazionali – per dire – non è affatto antica, ed è tutta politica, non tecnica. Fatta campagna dopo campagna politica, relazione dopo relazione politica, associazione radicale dopo associazione radicale: è la visione di parte della Bonino, la sua visione politica, appunto, ad averle dato peso e autorevolezza.

Alla Mogherini, in fondo, non si è mai rimproverato il curriculum studiorum, ma la debolezza di pensiero, l’inconstostenza di pensiero. Alla Quartapelle questo invece non può essere rimproverato, ed è un peccato che Napolitano non colga quanto importante sarebbe per l’auto-stima nazionale mostrare giovani donne autonomamente, e significativamente, pensanti, che conseguono il successo perchè appunto se lo meritano.

@kuliscioff

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