Forse è presto per dirlo, ma ho come il sospetto che la categoria antropo-filosofico-politica di questo millennio ideologicamente complesso sia la psicolabilità. Non è la fine della storia. Non è la fine della politica. Semmai una bizzarra evoluzione della sua traiettoria diacronica.

Per carità, la follia al potere, quella è trans-millenaria. Ed infatti non è di Bin Laden che parliamo. Parliamo della psicolabilità assunta a norma, nel senso letterale.

Rendiamo merito a chi merito ha: l’intuizione è dell’amico Leonardo Facco, del Movimento Libertario. Il quale, facendo un rapido excursus sul patrimonio normativo nelle decadi globali, registra l’esistenza di esemplari legislativi dal forte valore indiziario. Riporto alcuni esempi che il nostro ha avuto la squisitezza di rintracciare: in Australia è vietato ai minori acquistare sigarette ma non fumarle;  In Francia è illegale baciarsi sui binari; nel Regno Unito vige l’interdizione di appendere i letti fuori dalle finestre ed è poi illegale, per una signora, mangiare cioccolata in pubblico, mentre nella cittadina inglese di Chester se incontri un gallese dopo la mezzanotte è legalissimo sparargli addosso una freccia. Ancora: ad Alberta, in Canada, se vieni rilasciato dalla prigione ti devi dotare di fucile e cavallo per schizzare via dalla città sano veloce e salvo, mentre ad Ottawa è assolutamente vietato mangiare il gelato sulla Bank Street, ma solo di domenica.

L’amico Facco continua la rassegna indiziaria riportandoci in Europa, intesa come sede normativa, ove la psico-vulnerabilità dell’auto-espansivo corpus giuridico è, come noto, già oggetto di copiose investigazioni naturalistico-commerciali (si vedano i casi della lunghezza del cetriolo e della curvatura della banana).

Ma di psicolabilità normativa in psicolabilità normativa, eccoci in Italia, terra in cui la psico-instabilità del legislatore non conosce limiti di abbondanza ed estensione disciplinare, in particolare rispetto alla fase propositiva, ovvero il momentum in cui la legge viene concepita quale frutto di un esercizio intellettuale consumato in solitario o, come più di sovente, in gruppo. La specialità in cui l’Italian Lawmaker è maestro è la creazione degli albi: da quello degli “operatori di comunicazione minorati nella vista” a quello degli “agenti di polizia privata operanti al ministero dell’interno” sino a quello degli “esperti di body-building” proposto, quest’ultimo, dal medesimo laboratorio psico-normativo cui si deve l’ideazione del divieto di fumo in auto.

Orbene, l’amico Facco ascrive i suddetti fenomeni alla categoria “cazzate” – quel costrutto logico-disciplinare in uso presso la comunità scientifica a definire elementi caratterizzati da un marcato deficit di sensatezza. Ed io, pur dal mio scientificamente assai meno rilevante osservatorio, non posso che convenirne.

Tuttavia è curioso – se ne darà atto – che a definire “psicolabili” i personaggi balzati agli orrori della cronaca nelle ultime ore siano da una parte gli estensori di una così estesa insensatezza legalizzata; dall’altra i promulgatori mediatici di quella medesima insensatezza, ovvero coloro che quella insensatezza la normalizzano, accogliendola come “dotata di senso” e trasmettendola dunque all’opinione pubblica come psico-accettabile.

Ecco, è questo che mi induce a sospettare che per aver successo, nella politica degli Anni 00, possa risultare conveniente dar completamente di matto.

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