coraggioAlla fine il problema è quello, in Italia. Nessuno decide, nessuno si assume la responsabilità. Il modo per non decidere, cioé non assumersi mai la responsabilità di niente, è condividere la decisione, quindi esimersi dalla responsabilità di quella che per lo più è la decisione peggiore: la non-decisione.

Letta cazzeggia da 6 mesi. Non si può dire che l’abbia fatto per Berlusconi e che d’ora in poi invece sarà tutta un’altra storia. Lui, Letta, cazzeggia perché è nella sua natura. Avvita la vite-svita la vita. Il sistema si regge così, nel processo: avvitamento-svitamento. Che palle.

Il cardine sul quale il sistema è montato, a furia di avvita e riavvita, non regge più. Non regge, punto. C’è un’infinità di ragioni sistemiche – due camere fotocopia, ad esempio. Ci sono ragioni sistemiche indotte – la legge elettorale che nullifica il parlamentare, quindi la responsabilità diretta della rappresentanza. Ci sono ragioni sistemiche criminali, eppure diffuse – l’uso del denaro pubblico come denaro di nessuno. Ci sono ragioni congiunturali – Berlusconi e Grillo, tra queste. Ma la ragione genetica è la pavidità. Cagasotto a valanghe, nella classe nostra dirigente. Rifuggire dai casini, fare tutto in armonia. Non fare niente, cioè.

La Spagna si sta riprendendo. Ne sono entrati peggio, ne sono usciti prima di noi. Ed il motivo è una classe dirigente concentrata sul progetto e la sua realizzazione. Non stanno a parlare d’altro. Ne scrive Marco Valerio Lo Prete su il Foglio. Lettura illuminante. Consiglio.

Non so quale complessa congiuntura di fattori si debba mai determinare perché da noi si smetta di parlare d’altro. Credo però che uno di questi fattori sia il Pd. Nella Cgil della Camusso non c’è nulla di giusto, Non c’è servizio pubblico in un sistema pubblico come quello romano di Atac. Atac è un sistema, non un servizio. Atac è la regola, tuttavia, non l’eccezione. Dunque, qual è la regola we stand for? Lo chiedo a Civati, che è bravo, radicale a suo modo ma che non capisco come concili cose come Cgil e trasparenza o opportunità o anche solo fairness.

Con tutti i suoi limiti, le sue lentezze, le sue resistenze rancorose e patetiche; nonostante i rantoli tardo-dalemiani ed i victor-hugoismo dell’ultimo ancora spendibile della di lui scuderia, il Pd alla fine si muove. Lento, poco, a volte pure male. Ma si muove. E alle Primarie voto perché se mi muovo sto meglio.

@kulsicioff

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