Francesca Balzani, Beppe Sala, Primarie Milano 2016Beppe Sala è un candidato rispettabile, con una storia chiara ed una visione lineare. è comprensibile meriti la stima dei “grandi elettori” di Milano. L’impressione è che chi lo conosce lo sostiene. E siccome lo conoscono (e apprezzano in tanti) anche fuori dal Pd, è ragionevole convenire con la previsione, da lui stesso avanzata, che sia lui tra i quattro il candidato meglio attrezzato per battere la destra. Sala però ha un problema: Francesca Balzani.

Balzani – l’ha fatto intuire un minuto dopo la sua apparizione sul tavolo milanese – non è il fumetto animato della s-i-n-i-s-t-r-a retorica e velleitaria che gode vanesia della propria specificità. Balzani ha le competenze che Sala può vantare per sé – bilanci, management. Ha un’idea de-complessata degli interessi da rappresentare – vuole che le tasse dei milanesi restino a Milano. Ha un’idea sovversiva per la macchina amministrativa – definire gli obiettivi, ergo organizzare le funzioni, non viceversa. E mettere menti fresche nelle funzioni-chiave. Ha un racconto non stereotipato delle opportunità per la città – c’è vita anche fuori dalle start-up; ed a quanto pare non teme di lanciare spunti creativi per risolvere quei problemi irrisolvibili come l’abitare in città – Balzani per le case sfitte propone la Borsa degli Spazi. Sarà velleitario ma tant’è: Sala al sogno di Balzani ne contrappone uno di non minore arbitrarietà: scoprire i Navigli.

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