O, ci toccherà chiamare Sherlock Holmes. Comincia come scandalo politico-mediatico, l’affaire phone-hacking, e ci diventa invece – mah – roba da thriller.
Intanto, le teste cadute: il giornalista ed il tecnico intercettatore messi in galera nella prima – ed ormai remota – tranche dell’inchiesta. Quindi Andy Coulson, già direttore del News of the World ai tempi in cui la proditoria iniziativa del settimanale di Murdoch, viene rivelata nelle sue più inquitenanti ed illegali ramificazioni. Andy si dimette dal giornale, resta disoccupato qualche mese, poi lo chiama David Cameron, ancora leader dei Tory all’opposizione. Coulson gli rifa l’immagine e, certo, contribuisce alla vittoria elettorale. Cameron va a Downing Street, e lo spin doctor lo segue, come responsabile della comunicazione di quello divenuto ormai Primo Ministro. Poi riscoppia il caso e il Primo Ministro, per precauzione, lo rimuove. E fa bene, perché Coulson – e qui siamo alle ultime settimane – finisce in galera, presto seguito da Rebekah Brooks (responsabile editoriale del gruppo Murdoch nel Regno Unito). Rotolano oggi anche le teste del Capo e del Vice della Metropolitan Police: c’era mezza Scotland Yard corrotta dagli intercettatori di Murdoch, possibile che non se ne fossero accorti?

E fin qui, siamo alla spietata legge della democrazia liberale, per cui se copri cariche pubbliche devi rispondere anche di comportamenti inappropriati, sebbene non penalmente rilevanti. L’ultima testa mozzata, però, è quella di un cadavere: Sean Hoare, il cronista del NoW che per primo denunciò la pratica illegale messa in piedi dal settimanale campione di scoop, e che ha sempre accusato Coulson di essere non solo consapevole di come gli scoop venivano creati, ma di esserne sostanzialmente il mandante, beh, lui è stato trovato morto. Azzo, la coincidenza.

O o. Non ci voleva, questa, per Cameron – poerello. Anche perché non è che lui c’entri personalmente. Cioé, è vero che è lui che ha assoldato Coulson, ed anche se questo non vuol dire affatto che il Coulson che sobillava i redattori perché spiassero illegalmente le segreterie telefoniche dei cellulari dei vip per ricavarne info riservate da pubblicare, una volta cambiato committente, si prodigasse nelle medesime pratiche – deontoligicamente ripugnanti, oltre che illegali, per un Primo Ministro è un bel problema lo stesso spiegare ai citizen che il Couslon al quale è stato intimissimo lui non era affatto quel Coulson mefistofelico lì.

Eggià, vaglielo spiegare agli inglesi, per i quali,oltretutto cambia davvero poco sapere se a fianco di Cameron, Coulson era diventato davvero un amore di personcina. Quello che conta, per gli inglesi, è che il loro Primo Ministro Ministro ha avuto a che fare – e da vicino – con un tipo che – detto per inciso – è il primo beneficiario della morte del giornalista trovato oggi cadavere, ovvero di quel suo ex dipendente divenuto il suo principale epiù temibile accusatore.

Ecco, come si dice garantismo in inglese?

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