di Kuliscioff per The Front Page

La prima conferenza stampa si è tenuta martedì alle 14.30 nel giardino del N.10 di Downing Street. C’era il sole. C’erano file di sedie ordinatamente occupate dai giornalisti, c’erano due podi e  due Primi Ministri, di cui uno Vice.

Hanno ragione i cronisti della BBC a ripetere che la giornata è stata “storica, straordinaria, incredibile”, perché per i prossimi hopefully 5 anni, Downing Street non sarà più banalmente la residenza del Primo Ministro britannico ma la location della love story liberaldemocratico-conservatrice sbocciata tra David Cameron e Nick Clegg nelle lunghe ore dei negoziati post-elettorali.

Una roba mai vista: Dave e Nick, che se ne erano dette di tutti i colori, adesso insieme, l’uno a fianco all’altro, l’uno sempre d’accordo con l’altro. Il governo appena formato – spiega Cameron ad un’audience basita – non è una partnership, ma un progetto comune. Qui, signori, non stiamo parlando di un new government ma di una new politics. Ed è per questo che il governo durerà – si illumina il Vice: siamo uniti in un common goal.

Cameron precisa che lui e Clegg avranno l’ufficio l’uno accanto all’altro, al N.10, e che passeranno un sacco di tempo insieme. Non hanno ancora deciso, invece, come dividersi le press conference mensili. “Spero di fare un sacco di viaggi all’estero – goliardeggia Cameron –  in modo da lasciare a Nick l’onore del question time.”

Ecco, questo è un Pacs come si deve. Si sono divisi i compiti – Politica estera, Difesa, Giustizia, Interni, Istruzione, Economia ai Tory; il ministero della Scozia, quello del Climate change e quello per Business, Innovation and Skills ai Libdem. Sulla politica estera, la difesa e il nucleare, quando è il caso, i Libdem si asterranno. Se potranno farlo davvero, senza rischiare di mandare giù la maggioranza, sarà da vedere.

Intanto, che le cose siano cambiate davvero lo dimostra il primo atto ufficiale del nuovo Primo Ministro (dopo la nomina di Nick a suo Deputy): l’istituzione del National Security Council (NSC), un gabinetto strategico che prima non c’era. Presieduto dal Prime Minister, avrà come membri permanenti il Vice Primo Ministro, il Cancelliere – il tory George Osborne, il Ministro degli Esteri – il tory William Hague, il Ministro degli Interni – la tory Theresa May, il ministro per lo Sviluppo internazionale e il sottosegretario alla Sicurezza (non ancora nominati al momento in cui scriviamo).

Sulla politica economica, come ogni Pacs che si rispetti, l’accordo è stato scritto chiaro: ci saranno 6 miliardi di tagli immediati alla spesa pubblica, come chiesto dai Tory, ma anche l’estensione della no tax aerea ai redditi inferiori a 10.000 sterline e l’aumento delle tasse per i capital gains (richieste entrambe dei libdem).

Via libera anche alla durata costituzionale del governo in carica (altro pallino di Clegg):  questo governo durerà 5 anni, non un giorno di più, e le prossime elezioni si terranno il primo giovedì di maggio del 2015. Accordo si è trovato pure sull’immigrazione: Clegg ha dato l’ok al numero chiuso dei nuovi ingressi in cambio della rinuncia dei tory ad estendere ai bambini le restrizioni previste per i genitori irregolari. Tutto bene, quindi. Mah, la stampa pare scettica.

“Whatever hyperbole you’ve got, I’ll use it – commenta Nick Robinson, political editor della BBC -. Un amore così straordinario non si vedeva dai tempi di George W. Bush e Tony Blair fianco a fianco a Camp David.” In effetti, questa sinergia+intesa+complicità, insomma l’idillio tra i due non si sa bene come interpretarlo. Tutti concordi nel ritenerla una colossale novità. Ma se giudicarla anche una buona novità, e soprattutto una novità duratura, ebbene qui i pareri divergono.

Un’idea di quale incredibile stato d’animo abbia suscitato l’esperienza, tuttavia, la offre questo tweet dell’altrimenti controllata chief political correspondent della BBC, Laura Kuenssberg. “The press conference is now over – scrive –  what an extraordinary experience!” Laura ammette di essere rimasta particolarmente impressionata dal “body language tra i due”, e poi spiega: “si rideva, e persino gli uccelli cantavano nel giardino di Downing Street.” Da non crederci!

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