Sono tre anni che non faccio vacanze vere. Quest’anno, a giugno, sono come cotta. Penso di chiudere alcune cose e poi andar via, in un ‘dove’ irraggiungibile. Ma mentre sono già lí lí per fare biglietti e tutto, mi arriva una nuova proposta di lavoro, condizionata però al cominciare subito. Subito, cioè a luglio. Subito, cioè, nonostante con la testa non ci stia davvero già più. Subito, stramaledetto destino, nonostante la vacanza fuori dal mondo, che – poi – è un po’ il mio ‘ex’ mondo. Ma mi tocca accettare. E aspettare agosto. Il mese delle ferie dei dipendenti d’azienda, cosa che adesso sono anch’io.

Oggi, il mio primo giorno di vacanza, l’ho passato a restituire le sembianze di casa allo squot nel quale mi ero accostumata a rientrare la sera. Oggi, mio primo giorno di vacanza, ho tolto zozzo stratificato da mesi, messo in lavatrice masse di vestiti entropicamente disseminati e, in parte, occultati da sacchi di vestiti nuovi acquistati dans l’entre-temps. Ho svuotato il trolley utilizzato in tutti i viaggi degli scorsi mesi, e pure là residui di biancheia zozza da far schifo. Ho spolverato la libreria, e il brillante delle copertine adesso mi dà quasi noia. Mi sono abituata all’opaco, evidentemente.

Lunedí comunque parto. Vado al mare dalla mia amica @cherry_on e poi sempre al mare dal mio amico @zottto. Scrivo questo post per ricordare a me stessa che si puó vivere anche nello zozzo e nel piú indecoroso dei casini. Ma senza vacanze, no. Senza staccare, si crepa.

Buone vacanze a tutti.

@kuliscioff

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