di Kuliscioff per theFrontPage

Non sono individuabili i capi di imputazione, né il reato; non è chiaro il confine dell’attività investigativa né la sua profondità. Si conoscono i nomi, quelli sì  – le persone solo ascoltate e quelle invece indagate dagli inquirenti napoletani, il Pm John Henry Woodcock e il collega Francesco Curcio. Della vicenda P4 – scriveva domenica sul Riformista Piero Sansonetti – quello che si può dire è solo boh. Il personaggio-chiave è questo tale, Luigi Bisignani, un puntuale profilo del quale può essere rintracciato ormai ovunque, sul web.

Ma perché quell’allusione capziosa a Gelli, da cui il nome P4? Non è fuori misura, impropria? Troppo suggestiva e troppo mediaticamente brandizzabile, per non destare il sospetto? P4 è un nome perfetto, per far battere le agenzie. Per definire correttamente il corollario criminale dell’inchiesta, però, non avrebbe forse potuto impiegarsi un’espressione meno impegnativa, tipo, appunto, boh?

La trama eversiva che gli inquirenti suggeriscono, battezzando la loro creatura investigativa con un patronimico sì autorevole, a me più che scenari à la P2 suggerisce qualcosa tipo una degenerazione, non certo eccezionale, di quello che ‘in chiaro’ si definisce ‘attività relazionale’. In Italia la corruzione dilaga perché gli spazi dell’agire pubblico sono occupati militarmente dalla politica. Riduciamo lo spazio di discrezionalità ed irresponsabilità della mediazione, la corruzione si ridurrà. La corruzione è un reato. Da quanto mi consta, non lo è invece l’irresponsabilità politica di chi amministra direttamente, o ha il potere di indirizzare, la gestione delle risorse pubbliche (il capitale materiale ed anche quello umano – ovvero le persone selezionate dalla politica per occupare ruoli di rilievo pubblico, dalla direzione della Rai alla leadership di Eni).

Il modello italiano è vizioso, e produce solo debito, conservatorismo, burocrazia, inefficienza. Ma se parliamo di P4 dobbiamo intendere un’organizzazione segreta volta al sovvertimento delle istituzioni democratiche – che è un’altra cosa dal tessuto amical-relazionale vischioso che può produrre corruzione. I capi di imputazione, una volta definiti dagli inquirenti, ci aiuteranno a fare luce. Intanto però, ormai che il brand sovversivo è stato lanciato, qualcosa di criminale che ne giustifichi la suggestiva connotazione dovrà pur essere trovato.

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