di Kuliscioff per the Front Page

Nichi, figlio di Dio, mandato tra noi a mondare l’Italia. Epurare il paese dall’osceno del villaggio. Vaporizzare – come nell’Oceania di 1984 – l’esistito berlusconiano e il non esistente piddino.

Il Pd non c’è più. Non c’è mai stato. L’arcangelo Silvio? Non c’è più neanche lui. Non era l’inferno, lui. Semmai l’infermo. Sta al San Raffaele, infatti, con quel sant’uomo di Don Verzé. Non deve espiare. Deve solo capire. Per lui, la Ghedini vs.Travaglio-terapia. “Capisci, Silvio, dove ci hai portato?”

Nichi ha vinto le primarie. Nichi ha vinto le elezioni. Nichi regna e sarà per sempre.

E le acque che si aprono al suo passaggio. E le masse di precari continuativamente salariate. E le partite Iva che fanno cooperazione. E le macchine che vanno a vapore. E i Suv trasformati in mini-bus a trazione umana. E D’Alema che lavora alla catena della nuova Panda. E le Tv che si accendono da sole, la sera, per l’elegia quotidiana dell’anti-leader. E il cielo che è sempre più bluuuuuuu.

E i capannoni industriali della penisola a.n. (avanti nichi) divenuti nell’era d.n. (dopo nichi) fabbriche di bellezza. E aiuole ogni tre metri. E acqua calda gratis. E i giovani, tanti giovani, anarchicamente belli. E i vecchi – pochi vecchi – anarchicamente saggi. E i neri – tanti neri – anarchicamente ricchi. L’estetica è etica, cioè négligé.

Italia al G8. Tre giorni in piazza con Nichi – arcobaleni e sonorità. Italy for a no global world.

Nichi negli Usa. Una zappata all’orto bio di Michelle e poi da Barack a discutere di pace, bellezza e amore. L’accordo: Fabbriche di Nichi in Afghanistan. Missione: esportazione della creatività. Volontari in partenza da Ciampino. Italy will save you, brothers.

Nichi in Islanda. Missione: risvegliare il vulcano che ha bloccato i cieli del mondo. Operai di Nichi in pellegrinaggio al cratere. Italy for a plenty-of-ash world.

Nichi alla Ue. Con lui il consigliere economico, Giulio ‘crociato’ Tremonti. Finanza brutta, mercato sciacallo. Italy for a Pil-free world.

Nichi a San Pietro, cioè a casa sua. Officia messa. Bersani serve. Diretta su Radioradicale. Amen.

Nichi a Rimini, al Meeting delle Fabbriche. Roberto Formigoni, leader della minoranza eretica (o era erotica?), governa il chiosco delle mozzarelle. Al dispensatore di diritti – il bancomat dell’era d.n. – Susanna Camusso, o chi per lei. Al certificatore di legalità – l’anagrafe dell’era d.n. – Fabio Granata, o chi per lui.

Pierfredi Casini allo stand dei Lego: vende modellini della grande casa dell’armonia. Cristiani uniti. Ciccio Rutelli non ci sta, ma tanto ormai al centro (e a sinistra e a destra) c’è solo lui, Nichi.

Nichi e il popolo redento. E gli ultimi che sono primi. E i primi che sono tanti, di più. Sono tutti.

Tutti tranne brutti, machos, tette rifatte, pillole erettili, Nathan Falcos, velone, produttori di statuette del Duomo di Milano, bevitori di Coca Cola, mangiatori di mango, indossatori di mutande D&G, portatori di riporti, esegeti di individualità, facinorosi esaltatori di quelle peculiarità che fanno la differenza. Per tutti costoro, nell’era d.n. c’è la rieducazione.

Pentitevi, e Nichi-grande fratello-Vendola – in diretta web – vi salverà.

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