IMG_0712TEL AVIV – Domenica sera sono stata ad un evento elettorale di Yair Lapid, il vincitore a sorpresa delle elezioni politiche di due anni fa. Lapid, figlio di un importante politico liberale e noto giornalista televisivo, si converte alla politica sull’onda delle proteste giovanili contro il caro-vita – una specie di #occupyTelAviv – fonda una formazione politica laica e liberale – Yesh Atid – e promette lotta contro le lobby che monopolizzano i mercati di beni e servizi, piani di housing sociale, IVA zero sulla prima casa per giovani a basso reddito, IVA zero sui cibi essenziali, estensione alle scuole ultra-ortodosse dei curriculum ordinari ed integrazione degli adulti ortodossi nel mercato del lavoro.

Nel 2012 Lapid entra alla Knesset alla grande – 19 seggi – si coalizza con Netanyahu (e con Livni, Bennet, Liberman, oltre il Likud), diventa Ministro delle Finanze e resta Ministro fino ad un paio di settimane fa, qundo viene licenziato dal Primo Ministro (che in Israele ne ha il potere) insieme alla collega Ministro della Giustizia, Tzipi Livni. Il governo cade, la Knesset si scioglie, le elezioni vengono fissate per il 17 marzo prossimo.

I risultati dei due anni di Lapid al governo non sono significativi. L’Iva zero non è stata applicata, per ostruzionismo di Netanyahu che adesso invece promette di volerla introdurre al suo prossimo mandato, e comunque non è considerata un provvedimento decisivo per il problema del caro-vita che la misura, nelle intenzioni dei proponenti, intende invece risolvere. Il piano di housing, Lapid rivendica di averlo avviato davvero, ma di averne subito il ridimensionamento ancora una volta a causa dell’ostruzionismo di Netanyahu, più interessato ad assumersi la titolarità delle cose fiche che a realizzarle davvero. Secondo Lapid, Netanyahu avrebbe impedido a lui ed ai colleghi di governo di fare quelle cose perché voleva essere lui a metterci il nome.

Lapid ha scelto di fare campagna elettorale contro Netanyahu, indicandolo come responsabile del fallimento dei progetti che lo stesso Lapid aveva garantito di voler realizzare, una volta al governo. Tra i risultati concreti, Lapid può vantare la legge che rappresenta una svolta nello status privilegiato degli ortodossi, che non avranno più la facoltà di non lavorare e farsi mantenere dallo Stato per dedicarsi alla sola religione. Tra i provevdimenti rivendicati, anche una serie di agevolazioni e semplificazioni per le imprese.

Lapid è un personaggio mediatico smart, piacione, molto Tel Aviv. Piace ai giovani stranieri occidentali ivi residenti (prevalentemente english speaker only) e ai laici non socialisti (una minoranza), a cui la cosa che interessa è il modo per potersi comprare un appartamento a Tel Aviv a prezzi da Berlino. La VAT zero proposta da Lapid non renderà i prezzi delle case di Tel Aviv paragonabili a quelli di Berlino, tuttavia, perché i fattori che incidono sul mercato immobiliare della Milano israeliana sono tanti, diversi. Lungo la spiaggiona, per dire, è un tripudio di nuove costruzioni, ma di alberghi di lusso che si aggiungono ai già esistenti altri alberghi di lusso e che hanno contribuito a rendere di lusso anche il quartire, una volta popolare, che si allunga verso l’interno, tra la spiaggia e il mercato HaCarmel. Dietro il 5 stelle superior, le baracche.

Per le prossime elezioni, Lapid ripropone il programma di due anni fa. Dice che l’esperienza di questi due anni gli ha insegnato che in politica non bisogna fidarsi di chi (come Netanyahu) è più interessato al tornaconto personale che al bene degli israeliani. Lui, dice, è questo altro tipo di politico, uno che aveva tutto – fama, soldi, successo – e che ha scelto di rinunciarvi per dedicarsi al bene del suo paese. Nessun altro motivo, se non restituire agli israeliani il sogno fondatore,per un Israele laico e democratico. Sulla questione delle questioni – la pace, la tregua, i due Stati – Lapid vuole i due Stati, e li vuole presto. La soluzione, dice, è una soluzione regionale, con il coinvolgimento di Giordania ed Egitto. Lo dicono in tanti e sono belle parole.

Un sondaggio di oggi dà la formazione di Lapid a 10 seggi, 9 in meno di due anni fa e Netanyahu in cima alle preferenze come prossimo premier. La politica, come al solito, è un’altra cosa

@kuliscioff

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