f7407c9a-7e20-11e3-_506169cGliene hanno dette di tutti i colori, a Valerie Trierweiler, la ex first girlfriend dell’Eliseo. Non meritava quegli insulti, meritava – la poveretta – solo compassione. L’obiettivo di Merci pour ce moment credo fosse mostrare la ‘vera sé stessa’, umile, semplice, libera: un tripudio di candore da liceale ai primi romanzi d’appendice, di sentimenti verghiani da navigata bobo, ed una successione di azioni isteriche spacciate per atti di libertà. Ripete un milione di volte le stesse patetiche riflessioni della cornificata, e non c’è senso dell’ironia in quelle riflessioni. Zero. Zero coscienza di quanto ridicola suoni questa fiabetta da tardona senza qualità. Perfetta per l’uomo di cui all’oggetto, d’altronde.

Di Fronçoise Hollande racconta episodi infamanti anche di molto antecedenti l’affaire con l’attrice Julie Gayet, dunque lo sapeva che tipo era, che mentiva, che non aveva le palle, che manipolava maldestramente la gente, le situazioni, mandando puntualmente tutto a puttane. Nel suo journal de souffrance, l’autrice tra svenimenti, sonniferi a manciate e pianti, si dipinge come una veramente buona, altro che Rottweiler. E quale benevolenza verso gli umili, e quale dolore per le cattiverie del mondo. Ma niente, tutti a darle addosso lo stesso: la stampa, i collaboratori del Presidente, il Presidente. Lei fa cose in tutta buona volontà, pienamente a fin di bene, eppure combina guai, e questi guai finisce che si ripercuotono sugli altri che pure di guai hanno già i loro. E quando questi si incazzano e le fanno notare di aver fatto una cazzata, lei piange. Qualunque cosa abbia fatto, lei, l’ha fatto a fin di bene, o per uno sfogo emotivo – tipo il tweet contro la Royal; che ne sapeva che sarebbe venuto fuori un casino. Lei, la giornalista politica, ste cose non riusciva a capirle.

Dunque ce l’ha con Hollande perché quello smette di filarsela da quando inizia la campagna presidenziale, le mente su Ségolène Royal, le nasconde le cose, non gli va che gli stia tra le palle e glielo dice. Dunque lei soffre. Uh, quanto soffre. Ma lo ama, lo continua ad amare e ingoia tutto, porta la croce. Come si fa ad amare un pusillanime senza scrupoli né esprit? Innamorarsi di una persona così non è esattamente indice di libertà, indipendenza, intelligenza, è semmai rivelatore del contrario.
Di lui scrive adesso che non smette di mandarle SMS, e si capisce che questo la fa sentire una gran fica. Una valanga gliene manda lui, pure ora. Cioé, dopo il libro non so. Di ogni SMS la signora riporta i dettagli nel libro..

Non vi dico come è scritta, sta storia da Anna Karenina del Psf. Roba da Kleenex a portata di iBook. Intanto gioite: ha venduto 145.000 copie in un paio di giorni.

@kuliscioff

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