abbas-palestinian-stateQuando una coppia arriva a dirsi cose tipo “tu ti mi cornifichi da quando ci siamo conosciuti”, “e tu sei più stronza di tua madre, tenuto conto che tua madre non c’è più″, vuol dire che il livello di umiliazione ed il grado di frustrazione maturati dai due sono diventati inconciliabili con il vivere insieme. La condizione è insanabile: il senso di umiliazione della cornuta può esser tenuto nascosto, ma non passa, rimane latente, condiziona per forza. Anche l’impulso alla cornificazione, d’altronde, è cosa difficile da sanare, se origina appunto da frustrazione per la cagacazzi che si è scelta come compagna. Quindi ci si separa – via, ognuno per la sua strada.

Israeliani e palestinesi non possono coabitare, non possono manco separarsi, possono solo continuare a stare così e farsi del male. I palestinesi in questa cosa si fanno molto più male di quanto non se ne faccia Israele, ma sono loro a volerselo fare, i palestinesi – o meglio, le loro corrotte, false, manipolatrici, opportuniste, egocentriche leadership.

I palestinesi non sono mai stati uno Stato, e francamente non dimostrano di essere in grado di farsene uno adesso, visto che stanno giusto rimettendo in circolo le endorfine jihadiste, preparandosi alla terza Intifada.

Nessun leader dei palestinesi è in realtà palestinese – né di nascita né di residenza. Nessun leader dei palestinesi – dal 48 ad oggi – ha dimostrato di possedere un barlume di visione politica (se avessero accettato la risoluzione Onu, lo stato palestinese sarebbe nato allora, nel 48). Se Arafat avesse evitato di legittimare politicamente il terrore, se Al Fatah non fosse stato quel buco nero di corruzione che ha dirottato i fiumi di denaro della comunità internazionale dall’obiettivo ‘sviluppo territori’ a quello arricchimento personale-clientele-corruzione; se se se, i palestinesi avrebbero potuto avere il loro stato, la loro economia, le loro università e i loro ospedali – non essere costretti a farsi curare dai nemici, che nei loro ospedali accolgono tutti, compresi i congiunti dei leader in esilio di Hamas.

Capisco la mistica ‘due popoli due stati’, ma in concreto in uno dei due stati potenziali a scuola insegnano che gli ebrei sono zozzi, disprezzati da dio, meritano di essere uccisi. Nelle scuole dell’UNRWA, il curriculum è accompagnato da video delle lezioni jihadiste, postati (e talvolta poi rimossi) sui siti ufficiali dell’organismo delle nazioni unite che riceve copiosi finanziamenti dalla comunità internazionale, cioé da tutti noi.

I palestinesi non parlano mai di come lo vorrebbero il loro Stato, che tipo di economia, servizi, diritti civili, sistema istituzionale e politico, democrazia, istruzione, sanità. Lo stato palestinese viene evocato come mito – il premio simbolico alla sconfitta dei nemici ebrei. Non vogliono uno Stato, vogliono mandare via gli ebrei, figuriamoci.

Nessun paese dell’area vuol avere a che fare con i palestinesi – non l’Egitto, non la Giordania, non il Libano, la Siria, giusto l’Iran, il Qatar, ma come area sotto il loro controllo, non certo come entità politicamente ed istituzionalmente e militarmente autonoma.

L’attuale leadership israeliana non ha, a mio avviso, né capacità strategica né sensibilità storica, e questo la porta a fare cose insensate dal punto di vista del rapporto costi-benefici. I settlement, per dire. Fa molto la destra-falco, ma lo fa allo specchio. Nemmeno la destra americana l’appoggia più. Gli inglesi poi li hanno addirittura umiliati, non solo con il voto del Parlamento in favore del riconoscimento (simbolico) dello Stato Palestinese, ma con gli stessi ebrei del Regno Unito che si sono espressi rumorosamente in favore del riconoscimento.

Credo però la leadership israeliana abbia ragione nel sottolineare la sostanziale impossibilità di dare legittimità di Stato ad un insieme di organismi tribali, clanistici, autoritari, anti-democratici, arbitrariamente armati, e armati non per proteggersi ma per colpire e danneggiare lo stato confinante, cioè Israele.

Quando si dice “due popoli due Stati”, bisogna cogliere che lo Stato di Israele ha un popolo, lo Stato palestinese eventuale non ha manco quello. Né ha una leadership in grado di farne riconsocere uno su una comune matrice costruttiva. Mi pare un’idiozia pericolosa fingere che i palestinesi, del loro Stato, abbiano la minima idea di cosa farne.

@kuliscioff

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