di Kuliscioff per theFrontPage

Il premier è oggetto di persecuzione. E non da ora. È una violenza continua. Gli violano la riservatezza sua e del suo entourage amicale. Si intromettono, abusivamente, nella sua vita privata. Prendono il personale e lo fanno politico. Gli entrano in casa, non invitati. Lo spiano, gli intercettano i telefoni. Le sue amiche maltrattate, sbeffeggiate, costrette in questura – dalle 8 di mattina alle 8 di sera. Trattate peggio di boss mafiosi. Tutto questo è indegno di uno Stato di diritto. Calpestare le leggi a fini politici è indegno di uno Stato di diritto. Abusare di un potere costituzionale per eliminare un avversario politico è indegno di uno Stato di diritto. Infatti, in genere, queste cose si vedono nei regimi dittatoriali. In Bielorossia, per dire. O in Russia.

Scandaloso il trattamento riservato a Berlusconi.

Certo è che se solo in passato una parolina per la libertà del perseguitato politico Khordkovskji, Berlusconi l’avesse pronunciata; se solo all’amico Lukashenko invece di porgere i complimenti per la vittoria al 79,67% avesse intimato la liberazione degli oppositori buttati in galera dopo aver protestato per i brogli denunciati dall’Ocse, beh, forse la sua video-chiamata alle armi in difesa dello Stato di diritto apparirebbe più credibile.

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