imgres-1La politica economica liberista ha prodotto in Polonia tassi di crescita sostenutissimi negli anni passati, molto contenuti adesso. Le multinazionali che vi si sono insediate, attratte da una Corporate tax bassa e dal bassissimo costo del lavoro – reso possibile da una Income Tax oggi al 22% – ha permesso di creare molta nuova occupazione. Occupazione tuttavia per lo più povera. Il salario medio di un operaio è inferiore ad un affitto medio. Incommensurabilmente inferiore al mantenimento di un automobile. Dal pdv di vista sociale il risultato è l’emigrazione dei polacchi verso Uk e Germania, a fronte di una immigrazione in Polonia di business e multinazionali. Dal pdv politico la conseguenza è il prevalere di un’opinione sfavorevole all’attuale modello economico, e l’attribuzione all’Europa della responsabilitá di questo mortificante impoverimento delle classi medie, ben istruite, colte addirittura, e giustamente desiderose di essere ricompensate adeguatamente per il proprio valore professionale. A crescere non è tanto un euro-scetticismo plebeo e rancoroso, ma una visione ragionata di un nuovo nazionalismo all’interno di uno spazio di amicizia europeo. Amici ma ciascuno a casa sua. Ieri sera ho avuto una chiacchierata interessantissima con un giovane foto-reporter che mi illustrava appunto questa forma di diverso euro-scetticismo. Ai miei argomenti federalisti ha replicato citandomi la previsione della Thatcher su un ‘Europa unita che altro non avrebbe potuto essere che una grande Germania. Ho avuto un attimo di smarrimento, che il mio gradevole interlocutore ha colto con eleganza, provvedendo a riempirmi il bicchierino di vodka e brindare alla nostra.

Pin It on Pinterest

Share This