de-benedettiIl signor Carlo De Benedetti (staccato, Debenedetti unito è il fratello Franco) ha molto a cuore la webtax italliana, e per questo perora l’iniziativa solitaria del suo suo uomo in commissione finanza alla Camera, l’onorevole Francesco Boccia. La legge Debenedetti in effetti è stata approvata, pur con un rinvio patetico .  La webtax di Boccia, a parte la pluralità di contro-indicazioni rispetto ai benefici che si prefigge, è destinata ad essere – se va bene – bocciata della Ue. Questo lo sa Boccia, lo sa Debenedetti. Ma dice che gli va bene così, che l’obiettivo è questo: che l’Europa la bocci, in modo che la crociata fiscale del braccio parlamentare del gruppo editoriale l’Espresso si europeizzi, diventi una crociata europea contra la webtax. Italia apri-pista, evviva.

Il signor Debenedetti di webtax scrive con una certa frequenza su una delle sue testate, l’Huffington Post, dove tiene un blog che non scorre mai basso, è sempre in evidenza in alto in homepage. Il blog dell’editore.

Google non edita giornali. Il signor Debenedetti sì. Li edita, li mobilita in campagne lobbistico-politiche, ci scrive direttamente lui.  Dice che lo fa in nome della concorrenza leale. Google tuttavia non è un editore, non è un suo competitor. E il mercato pubblicitario che Google raccoglie non è sottratto a quello che Debenedetti non raccoglie più, per il semplice fatto che il business di Google è  un altro. Debenedetti cambi il proprio, se non gli fa più far soldi come una volta, ma smetta di impedire agli altri di fare business come gli pare. Ah, e poi magari, se avesse la delicatezza di far scorrere in basso anche i suoi perdibilissimi post.

@kuliscioff

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