images-5Se fossi colpevole anche solo della metà delle cose di cui mi hanno accusato, allora sarei un coglione, non un criminale. Sarei un coglione perché nel 1994, invece di starmente tranquillo a godermi i vantaggi dell’essere stato fin lì abbastanza amico del potere, mi sono esposto in prima persona alla radiografia che è normale, nelle democrazie, per gli aspiranti titolari di carica pubblica.

Se fossi stato un mafioso evasore corruttore avrei avuto interesse a starmene dietro, non davanti, le quinte.

Poi m’hanno dato del pappone. E qui, riconosco, c’ho messo del mio. Mi piacciono porche e interessate, perché costano meno, meno fatica, quanto meno. E questo è un mio limite, non solo con le donne. Mi faccio adulare, come un Napoleone qualunque. Ma se io sono così, mi rode che a richiamare le mie manchevolezze siano quelli che poi tradiscono le mogli per andare a trans.

Detto questo, sono consapevole di aver fatto danni enormi alla giustizia del nostro paese. Mi sono ostinato a indicare il dito – la Boccassini e gli altri – distraendo tutti (tranne i Radicali) dalla luna: la malagiustizia diffusa, non solo, e non principalmente, di matrice politica, che ai cittadini normali li tratta come merde.

E dunque, da oggi in poi, i miei processi saranno solo i miei processi.

(standing ovation)

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