Da tre (o forse quattro, cinque, dieci) settimane – che in realtà sono ormai anni – Giovanni Floris manda in loop la stessa identica trasmissione. Imbarazzante. Lo schema giornalistico del fu-conduttore di Ballarò è il medesimo schema che il nostro ripropone – tal quale – dalla prima puntata del talk show di Rai Tre, datata ormai oltre un decennio fa. Lo schema prevede la rapida contrapposizione non di argomenti, ma di battute tra ospiti che siano chiaramente identificabili per appartenenza – ad un partito o una categoria. Il conduttore si aspetta che l’ospite esegua la parte, attenendosi strettamente al copione che l’appartenenza a quel partito o quella categoria presuppone: slogan al più. Lo schema prevede anche – e questa va riconosciuta come peculiarità del sorridente Giova – che l’ospite non si addentri in un ragionamento complessivo né che venga guidato ad affrontare i fatti giornalisticamente acclarati, né a confrontarsi con i dati redazionalmente verificati: un pour parler noioso, stanco, ombelicale, inutile.

Articolo integrale su Strade Magazine

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