imagesScrivo per condividere in pubblico quello che penso in privato. Ho bisogno di scrivere per condividere, non so farlo in altro modo. Smettere di pensare, d’altronde, è impossibile. Smettere di condividere quel che penso, ecco quello è innaturale.

Condividere pensiero è per me passione, ma è stata anche professione. Adesso è diventata un’altra cosa, non so cosa, ma non una cosa che produce reddito. Ma va bene così.

Ho detto addio alla politica. Ma è un’eutanasia che non funziona perché nella vita tutto è politico, lo è  anche il dentale, per dire. E 24 ore dopo il mio congedo ero in realtà di nuovo là a pensare politica e a non poter non condividere quel pensiero. Ma lo sapevate tutti, voi sconosciuti che mi avete inondata di messaggi per dirmi che non approvate praticamente nulla di quello che scrivo ma che ciononostante non volete io smetta di scrivere.

Credo che Renzi stia facendo tutto male. Credo sia giusto aiutarlo a farlo bene, perché il problema non è sostituire lui con qualcun altro – che non c’è – ma rappresentare a lui ed al suo convintissimo entourage –  onestamente – gli errori che sta commettendo e  le soluzioni a quegli errori.

Purtroppo invece si ritiene – da parte di molti così detti ‘renziani’ – che il modo migliore per sfanculare i conservatori e liberare il paese da rendite e parassiti sia appoggiare il ragazzo qualunque cosa faccia, qualunque cazzata si metta in testa di fare, qualunque figurina idiota promuova a statista, qualunque vicolo cieco si ostini ad intraprendere ritenendolo – e solo lui – una strada foriera di chissà quali opportunità. Qui il nostro sbaglia. E lo fa con l’aiuto proprio di quelli che senza ritegno, ipocritamente, si stracciano le vesti per testimoniare la propria amicalità. La riforma del Senato di cui oggettivamente non frega nulla a nessuno è uno di questi percorsi cui Renzi ha affidato – come dire – una funzione salvifica che in realtà non ha. E non ci credono neanche quelli che vanno in TV o twittano della epocalità di sta cazzata, solo perché non vogliono darla vinta a quegli altri. Bene. Constato che costoro sono stati tutti comunisti, da Giuliano Ferrara a Massimo Micucci, e tali sono rimasti anche da liberali: non je frega na sega della verità. Gli interessa la causa e annientare chi secondo loro non è abbastanza allineato.

Non è mai stato il Senato il problema della scarsa credibilità della politica. Semmai, lo è stata la non corrispondenza tra detto e fatto, tra intenzione ed azione, tra spesa possibile e spesa potuta. E questo, francamente, non è affatto cambiato con il nostro gajardissimo Matteo Renzi.

Confesso di non seguirlo più, di annoiarmi molto, di trovare al contrario vita nella vita che c’è altrove – il Medio Oriente, l’Europa dell’Est, gli Stati Uniti. L’eutanasia politica, alla fine, non è stata la mia. Temo sia quella dell’ex rottamatore – e la cosa come sapete mi fa girare non poco i coglioni.

@kuliscioff

ps

Vorrei poter parlare con ciascuno di voi, e dirvi più che grazie. Per quello che mi avete detto, per i rimproveri che mi avete fatto. Facciamo così. Io non vi dico niente, ma voi sapete che cosa vi voglio dire.

 

 

 

 

 

 

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