di Simona Bonfante per The Front Page

“The show must go on for Endemol!” Titola così il Sunday Times, il domenicale di Rupert Murdoch, un’accurata analisi sulla crisi di Endemol, società di produzione di format tv, i cui proprietari – si ricorda nell’articolo – sono: Mediaset, cioè Berlusconi, la Goldman Sachs, cioè la banca d’investimenti dalla reputazione compromessa, e il fondo Cyrte, controllato dal fondatore, l’olandese John De Mol.

I problemi di Endemol sarebbero particolarmente marcati nel Regno Unito dove la prossima estate Channel 4 chiuderà definitivamente la casa del Grande Fratello. Per ragioni editoriali – si dice – il contratto ad Endemol non è stato rinnovato. E quel contratto era una voce – 25 milioni di sterline (la metà dell’intero profitto in Uk) – difficile da rimpiazzare. Alle scelte dei broadcaster d’Oltremanica si unisce poi la stretta impressa dalla crisi al mercato dei format tv: in Uk si punta meno sulle fiction – troppo costose – e più su un core di programmi di sicuro successo, tra i quali i talent à la X Factor.

Taglia di qui e riduci il mercato di là, fatto sta che la Endemol se la passerebbe maluccio: con un debito di 2 milioni di pound e una “fame pazzesca di nuove idee che possano stimolare un mercato moribondo.” Per ora pare che la multinazionale del content tv abbia deciso di tappare la falla, risparmiando, ovvero traslocando le produzioni (anche quelle destinate al mercato anglofono) in Argentina, e non solo per le facilities offerte dall’industria televisiva locale ma soprattutto perché ha capito che concentrare la produzione in un unico centro, invece di splittarla su ciascuno dei broadcaster clienti, permette risparmi fino al 30%. La delocalizzazione argentina, tuttavia, a noi italiani non deve preoccupare: Silvio non lo permetterebbe mai.

Sempre di Silvio si parla, e sempre dei suoi affari. Stavolta è Le Monde che, stuzzicato dall’affaire Saviano, si chiede come il nostro président si sia potuto ficcare in un simile cul de sac; lui, uomo altrimenti così sagace e accorto da “far coincidere i propri interessi politici, in quanto presidente del Consiglio, e i suoi affari, come padrone di un impero di comunicazione.”

Ancora di Silvio, nella fattispecie dei suoi affari giudiziari, si interessa invece il Guardian che – incredulo – informa come David Mills sia riuscito a tirarsi fuori dal processo per corruzione in cui era invischiato per la nota vicenda che coinvolge il nostro premier, ebbene non perché ritenuto innocente bensì per un espediente tecnico. Lo stupore britannico non è la notizia. La notizia è che Tessa Jowell, già ministro della Cultura con Tony Blair e attualmente sottosegretario ai Giochi olimpici di Londra, appresa l’informazione ha replicato alla stampa precisando di “essersi formalmente separata dal marito nel marzo 2006, appena dopo le accuse di corruzione contro Mills.”

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