La comunicazione ufficiale sulle circostanze del ritrovamento del corpo ormai senza vita di Amy Winehouse, la polizia londinese l’ha fatta solo nella serata di sabato. A parlare, innanzi ai media nazionali asserragliati da ore innanzi alla casa di Camden della troppo giovane ex singer, è stato Raj Kohl, soprintendente  della Metropolitan Police. Divisa da bobby e turbante in testa: il poliziotto è un sikh. Ed anche questo è multiculturalismo.

Lo stesso multiculturalismo che abbiamo imparato a temere – c’abbiamo i nemici in casa e noi a tendergli la mano.
Lo stesso multiculturalismo per difenderci dal quale in Europa qualcuno pianifica crociate violente e resistenze culturali armate. Qualcuno tipo quello psicopatico di norvegese che ci ha dilaniato il cuore con quel massacro idiota di ragazzini.

Se quel turbante è il pericolo contro cui ergere barricate identitarie, la parte della barricata dietro cui asserragliarmi mi è chiara.

 

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