30bfd69a66fd4091fc668c7ff02266ac5e7e553d36962d1c0873e58bCerto che la giustizia va cambiata. Abbiamo uno stato tecnicamente criminale, nel senso che viola leggi che lui stesso si è dato ed ignora principi umani fondamentali come l’habeas corpus. La casta della magistratura è conseguenza della visione burocratica della legge, della disumanizzazione del diritto“.
Quando un cittadino rinuncia a far causa o, al contrario, fa causa proprio in segno di sfida, in entrambi i casi sapendo che a trionfare sarà l’illegalità, ecco quando è così quello che un partito con responsabilità di governo non può proprio avere l’ipocrisia di dire è che la faccenda Berlusconi è questione di supremazia della legalità contro il privilegio, la legge uguale per tutti con la legge che per alcuni è più uguale che per gli altri. Di quale legalità parla il Pd, per l’esattezza?

Con queste parole pronunciate oggi pomeriggio in un collegamento telefonico con SkyTg24, il sino-ad-allora sconosciuto Giovanni Andrea Papetti, deputato Pd di area renziana, s’è guadagnato in pochi minuti la vetta di TT e Like. Il deputato, che sino ad ora non era mai neppure apparso in tv, è stato intercettato dalla redazione di Sky solo dopo la lunga lista di indisponibilità registrate tra quegli esponenti del partito più usi a frequentazioni mediatiche.

La media new star Papetti, invece, ha sorpreso tutti, e non solo per quella sua performance così efficace e naturale, o forse così efficace proprio perché così (insolitamente) naturale per il Pd. Ha sorpreso proprio perché con quelle poche parole sembra aver azionato il ponte levatoio delle verità mai fluite nel sistema circolatorio del partito post diessino.

Alla domanda del giornalista se quindi lui fosse favorevole alla “soluzione politica” per Berlusconi, Papetti ha precisato: “Assolutamente no. Quello che farei io, semmai, è portare in Parlamento, e subito, cioé subito, una riforma della giustizia che recepisca sostanzialmente tutti i temi oggetto dei referendum radicali per la giustizia giusta. Se non sono i nostri temi quelli, siamo un partito di stronzi. E voglio vedere poi se Berlusconi ha il coraggio, pur da diversamente recluso quale sarà, di dire di no”.

Il premier Letta non ha ancora twittato. Neanche Renzi ha ancora twittato. Saranno già concordi nell’opportunità di far fuori il competitor.

p.s.

#sischerza

@kuliscioff

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