Renata è brava e in Lazio vincerà. Perché a votarla saranno anche quelli che un berluscones non lo voterebbero mai. Vincendo lei vincerà il centrodestra, ma non quello di Berlusconi. Manco quello di Fini, se è per questo. Perché a vincere sarà una versione sino ad ora inedita del centrodestra della seconda repubblica. Un centrodestra affine per certi versi alla fu DC: a-leaderistico, “moderato”, tendenzialmente conservatore ma metodologicamente innovatore.

Per il Pd, la vittoria di Renata sarà una benedizione. E se il metodo Lazio sarà seguito dal Pdl anche in altre regioni, per esempio in Puglia e Campania, allora per il Pd si compirà il miracolo: la de-berlusconizzazione del centrodestra.

Si de-berlusconizzerà da sé, il Pdl, senza lotte intestine, né guerre di successione, né consegne ereditarie, né omicidi mediatici. E senza il contributo di Repubblica, della magistratura, di Di Pietro, Travaglio, Franceschini, Bindi e via democratizzando.

Perché il Pdl a quel punto non sarà più solo il capo e i suoi stakeholder – avvocati, commercialisti, ballerine, chansonnier, calciatori, amici di famiglia, partner d’affari…

La Polverini, lei, del capo è amica. Ma non è a lui che deve la sua fortuna. E manco a Fini, strettamente parlando, la deve la sua fortuna. Ché quella è merito suo. Dunque la Polverini è libera. E questa libertà la porterà lontano. E la sua vittoria porterà lontano anche il centrodestra.

Anche in Puglia e Campania i nomi di cui si discute come possibili candidati del Pdl suonano un sacco postberlusconiani. E questo mentre in Sicilia il postberlusconismo – almeno così pare – è già.

Certo, il Pd può ancora riuscire nell’impresa di ibernare il processo, impedendo invece di assecondare la auto-postberlusconizzazione del centrodestra. E ci può riuscire, come in parte sta già facendo, non solo continuando nella strategia della guerra santa contro il nemico – ovvero rendendo necessaria la conseguente canonizzazione del martire – ma anche mostrandosi incapace di contrapporre a candidato autorevole del Pdl sfidante (almeno) parimenti capace di incarnare la post-transitorietà di un bipolarismo sin qui così malamente equivocato.

Se in Lazio, ad esempio, avessero proposto Bonino…

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