di Simona Bonfante per The Front Page

“Berlusconi non mangerà il panettone a palazzo Chigi”. Chi lo dice? Uno che di Berlusconi se ne intende: Bill Emmott. Chi? Ma sì, Emmott, l’ex direttore di Economist, quello arci-noto a) per l’imbarazzante somiglianza con Lenin, b) per aver schiaffato Berlusconi in copertina, nel 2001, definendolo “unfit to lead Italy” e c) per averne ricavato onori e gloria dalla italica sinistra editoriale, vedi Repubblica, del quale il nostro, in virtù del punto b) è entrato a pieno titolo tra i beati dell’olimpico opinionificio.

Ebbene, Emmott tratteggia sulle colonne del Times lo scenario che noi miopi osservatori delle faccende nostrane non siamo ancora riusciti a cogliere, ovvero la “quasi” imminente esplosione della “bolla” berlusconiana. Dice proprio così: “quasi”.

Gli indizi ci sono e persino noi, forse, li potevamo cogliere: scandali, intercettazioni, corruzione. Ma la prova – quella – noi non ce l’avevamo, mentre Emmott si. E la prova è la “previsione” fattagli in privato da un «top Italian businessman, no admirer of Mr. Berlusconi», milanese e, ovviamente, «charming», che ha assicurato: «He will not be eating the panettone ». E chi sarà mai, sto mago? Emmott riporta, spiegando ai lettori britannici cosa sia il panettone e cosa con quell’espressione si sottintenda nell’italico gergo.

Pare in preda ad orgasmo, l’opinionist. Tant’è che non si contiene dall’osservare: «How much better if he were to be gone by Easter.» I lettori si sono scatenati. Tre pagine di commenti fitte fitte di cordiali reprimende, della serie: lo dici da dieci anni, Mr Emmott, che Berlusconi è finito, ma lui, toh, è ancora là!

Carla Bruni è la rédactrice en chef del prossimo numero di Madame Figaro. La vetta muliebre dell’Eliseo, la top del made in Italy da esportazione, diffonde videopillole di empirea saggezza rispondendo alle domande dei lettori curiosi di carpirne i segreti, tra i quali per esempio come riesca a conciliare i ruoli di madre, artista e première dame. Insomma il quesito che angosciosamente ci poniamo da quando Carla è Carlà.

Ebbene, «pas de problème», cinguetta rassicurante madame: basta organizzarsi. E lei si organizza così: la mattina pensa al suo petit garçon, di giorno – ma saltuariamente – alle incombenze istituzionali, e la notte… be’ la notte ça va sans dire si fa la musique. Cosa prometteva Sarko in campagna elettorale? Ah, già: Travailler plus pour gagner plus. Visto? Missione compiuta!

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