di Kuliscioff per theFrontPage

L’insulto peggiore. Una vera umiliazione. Vecchio, Berlusconi-culo-flaccido. E glielo dice la Minetti, una assoldata dal Cavaliere e poi da questi messa a libro paga dello Stato proprio per onorare il non facilissimo compito di ibernare l’anagrafica sessuale del presidente del Consiglio. Berlusconi che ha bisogno di esser giovane, di apparire tale, di sfidare la natura con una manipolazione artificiale delle facoltà corporee che l’avanzare dell’età infiacchisce – nei comuni mortali s’intende.

L’età che avanza per il Cav. ha smesso di essere una circostanza fattuale, per farsi una – diciamo – esternalità negativa, scongiurabile intanto con la forza di volontà – straordinaria, nel Silvio nazionale – e poi certo con il ricorso alla chirurgia, alla medicina e – sostengono i bene informati – alla meccanica applicata alle funzionalità erettili.

Il peggiore degli insulti, il più vile dei tradimenti il vecchio Berlusconi l’ha ricevuto da una persona che aveva assunto nella psico-dinamica del Cavaliere un ruolo – quello ormai acclarato di “igienista mentale” – di gravosissima responsabilità; ruolo che le proveniva non tanto dal cursus studiorum certificato telefonicamente in tv dallo stesso presidente del Consiglio, ma dall’intelligenza duttile con cui aveva blindato una altrimenti inedita indispensabilità per quello che avrebbe dovuto essere l’uomo più potente d’Italia. Sentirsi giovane e credere di essere considerato tale da quelli che giovani lo sono davvero è il bisogno – profondo (e malsano) – del Cavaliere che la Minetti è stata così abile nel soddisfare. Salvo poi farsi beccare.

Ha ragione FR, Berlusconi è un uomo solo, ed umanamente questo non può non suscitare pietà. Fosse mio padre lo abbraccerei. Il calore dell’affetto filiale: cos’altro se non questo può eternare l’esperienza terrena di un uomo?

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