Un paio di cose almeno sembrano mancare alla riunione milanese di Parisi: una è che è stata rappresentata Milano (il suo spirito) ma non l’Italia; l’altra è la scarsa attenzione a cosa non funziona di quello che pure si ritiene essere la soluzione. Il fattore economico, ad esempio.
Autoconsolatorio recitare il Credo al privato contro lo stato, ma poco liberale omettere quello che invece non va nel privato, anche nella sua versione “sociale”. Sarebbe invece importante ragionarci su, perché è proprio questa cosa che della retorica “privato è bello” regge meno all’evidenza empirica, specie se la misura viene presa dalla parte bassa della filiera produttiva, la parte che è appunto maggiormente in deficit di libertà.

Niente illusioni, solo verità – promette Parisi. Ma la verità è una promessa che la politica non può (né deve, per carità) mantenere, perché quello è l’ambito della fede. E’ semmai la realtà che la politica deve approfondire, scendendo sotto la superficie. Quindi compiendo un surplus di conoscenza perché le conoscenze che si hanno già, le esperienze, le cose fatte, le cose viste sono necessarie ma non bastano, specie se sono le stesse di vent’anni fa e promanano dalle stesse, non sempre esemplari, riserve di potere.

Articolo integrale su Strade Magazine.

@kuliscioff

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