Da Strade Magazine, 5 febbraio 2016

#PrimarieMilano #Votami

Sala Balzani #primariemilano #votamiLa campagna per le primarie milanesi del Pd ha riservato due sostanziali sorprese: la prima è Beppe Sala, la seconda è Francesca Balzani. La sorpresa Sala è in realtà più una delusione – forse erano alte le aspettative. Il manager ha passato indenne gli scandali sulla società sotto sua cura e l’arresto dei collaboratori più stretti; è riuscito nel miracolo di inaugurare Expo quando, fino ad un paio di giorni prima la grande opening, si registravano ritardi nei lavori e inefficienze nella macchina organizzativa. Sala ha portato a termine la missione e coronato l’esperienza col successo di immagine – se non di bilancio – che a Milano è dato ormai unanimemente come acclarato. E’ il Sala al suo meglio quindi quello che compie il grande passo: cambiare ragione sociale e concorrere al titolo di candidato sindaco del Pd.

Giubilo a Milano. Sala riceve endorsement (anche preventivi) da praticamente tutte le personalità milanesi del business, della cultura, dei media, della società civile organizzata. La Milano borghese e fattiva, ma anche quella colta, sta con lui. Sta con lui anche il partito, e con lui gli assessori ex-arancioni di Pisapia.

Sala si presenta bene. Ha una bella faccia onesta, è sicuro di sé ma non tronfio, realista ma non privo di ambizione. Non ha il pensiero fino dell’homo politicus ma nemmeno la grettezza di quello che oltre i numeri nulla più. Ha un’idea precisa del potenziale di Milano, e quell’idea è tenere la città di Expo nei radar dell’attenzione internazionale; mantenerla attrattiva sia per gli investimenti sia per l’immagine cool, rinnovando l’apprezzamento che si è guadagnata in questi mesi grazie al significativo rinnovamento urbano che l’ha resa non solo più bella, ma qualcosa di più simile ad un avamposto europeo – per i servizi, l’offerta culturale, la vitalità declinata in maniera più articolata rispetto alla mono-dimensionalità professionale di un tempo. Bene.

L’idea di Sala è una razionale progettazione manageriale e, se messa in atto di conseguenza, darà certamente i benefici che promette. C’è consapevolezza finanziaria, marketing e milanesità. Non c’è slancio, quello no. Sala non ha un carisma travolgente, non una retorica trascinante, ma questo deficit non sarebbe stato un problema se a contendergli la vittoria non si fosse invece presentata Francesca Balzani – la seconda sorpresa di queste primarie.

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